I pattini e l’attrezzatura tecnica

1. Lo stivaletto o scarponcino

  1. Scegliere la misura giusta
  2. Scegliere la rigidità giusta
  3. Scegliere l’usato adatto (principianti)
  4. L’allacciatura corretta
  5. Cura e manutenzione

2. Il telaio

  1. La piastra
  2. Gli sterzi o carrelli
  3. Il tampone
  4. Cura e manutenzione

3. Le ruote

  1. Scegliere le ruote giuste
  2. I cuscinetti a sfera
  3. I distanziali
  4. Cura e manutenzione

1. Lo stivaletto o scarponcino

La scelta dello scarponcino giusto dipende da diversi fattori, i principali sono i seguenti:

  • il livello tecnico dell’atleta (principiante, preagonista, agonista, ecc.)
  • la specialità che intende praticare (libero, obbligatori o danza)
  • la corporatura ed il peso dell’atleta

1.1 SCEGLIERE LA MISURA GIUSTA

PRIMA DI TUTTO CONSIDERARE:

    • LA CORPORATURA: ci sono case produttrici che presentano modelli che vanno bene principalmente per chi ha il piede affusolato (ad esempio la Risport), altre case che propongono modelli per chi ha una pianta del piede più larga (ad esempio l’Edea).

 

  • LE DIFFERENZE DI MISURA TRA SCARPA E SCARPONCINO DEI PATTINI, infatti di solito  la taglia dello scarponcino varia di un numero o anche due rispetto al numero di scarpa che di solito si indossa. Questo perché la forma dello scarponcino è stretta in punta  e le taglie vengono indicate in maniera diversa. Quindi può capitare che un ragazzo che indossi un 39 di scarpa, si trovi bene con una taglia di scarponcino che corrisponde al 41.

ALLORA…COME SCEGLIERE LA MISURA GIUSTA?

Se è possibile recarsi in un NEGOZIO SPECIALIZZATO:

    • chiedere consiglio sulla marca in base alla corporatura
  • indossare lo scarponcino mandando le dita in punta e lasciare un margine di spazio al tallone:
    NON PIU’ DI 5 MILLIMETRI se il piede è in crescita.
    NON PIU’ DI 10 MILLIMETRI  se il piede ha terminato la crescita.

Questo perché un pattino troppo stretto potrebbe provocare dolore fino a non riuscire ad indossare i pattini, al contrario, un pattino troppo grande non sostiene la caviglia, punto fondamentale per pattinare bene.

Se si deve acquistarli SENZA POTERLI PROVARE:

Mettersi seduti e appoggiare un foglio A4 sotto ciascun piede.
I piedi devono essere perpendicolari al pavimento, senza nessuna inclinazione.
Da una persona esterna, con l’utilizzo di una semplice penna a sfera, farsi tracciare il profilo del piede. La penna deve essere tenuta aderente al piede, ma sempre in posizione VERTICALE.
Senza muovere i piedi, alzarsi in piedi e ripetere l’operazione. Questo disegno dovrebbe essere più grande in quanto evidenzia il profilo del piede in pressione. Successivamente, con un righello, tracciare in ogni foglio una linea tra i punto piu’ estremo della punta e quello del tallone.  Misurare precisamente questa distanza in millimetri. Questa è la nostra misura del piede ed, in linea di massima, dello scarponcino.

 

1.2 SCEGLIERE LA RIGIDITà GIUSTA

PRIMA DI TUTTO CONSIDERARE:

CHE COSA È L’INDICE DI RIGIDITÀ di uno scarponcino. Esso indica il grado di durezza e di resistenza alle sollecitazioni (soprattutto di piegamento) dello scarponcino e va da 15 a 90.
Infatti, per pattinare bene lo scarponcino deve sostenere il piede principalmente nella zona che avvolge tallone e caviglia. Allo stesso tempo non ne deve ostacolare il movimento.

ALLORA…COME SCEGLIERE LA RIGIDITÀ GIUSTA?

Un pattinatore principiante che non ha una caviglia allenata e non deve eseguire difficoltà complesse occorre un pattino con una bassa rigidità (da 15 fino ad un massimo di 30). Al contrario, un pattinatore che esegue difficoltà complesse sollecita molto una caviglia già allenata, che deve essere sostenuta adeguatamente nei momenti critici, ad esempio come all’arrivo da un salto doppio o triplo. Se il materiale dello scarponcino è troppo morbido,  non sarà in grado di sostenere l’impatto e si piegherà provocando facilmente la caduta del pattinatore.
La scelta varia anche in base all’età, al peso ed alla corporatura. Per un principiante adulto ad esempio si consiglia di partire da una rigidità di 25. Per un bambino va benissimo anche la 15.
Per i ragazzi preagonisti e di medio livello va bene una rigidità dai 30 ai 55. Per gli atleti di alto livello oltre i 55.

 

1.3 SCEGLIERE L’USATO ADATTO (PRINCIPIANTI)

PRIMA DI TUTTO CONSIDERARE:

  • QUALI SONO I PROPRI OBIETTIVI: cioè se si intende pattinare nel tempo libero per divertimento o se si vuole praticare il pattinaggio come sport.
    Questo perché il costo dei pattini a rotelle da artistico può variare dalle poche decine di euro (pattin giocattolo) alle centinaia di euro (pattini professionali).

ALLORA…COME SCEGLIERE?

Praticare il pattinaggio per divertimento:

Vanno bene anche i pattini “giocattolo”, ovvero dei pattini con lo scarponcino in simil pelle, senza imbottitura, con il telaio in plastica.

IL VANTAGGIO è che costano sui 70,00 euro (nuovi), per cui l’usato è molto accessibile.

LO SVANTAGGIO è che non sono riassemblabili, cioè non si possono sostituire le varie parti che lo compongono, ad esempio, il telaio (in caso di crescita del piede).

Cominciare a praticare il pattinaggio come sport:

L’USURA DELLO SCARPONCINO è la prima cosa che occorre notare, che non vuol dire abrasioni e graffi, ma quanto presenta piegature ai lati della caviglia.
Infatti è importante che questa sia ben sostenuta rispetto agli esercizi e alle difficoltà che si andranno ad eseguire.
Per saperne di più è possibile leggere riguardo all’indice di rigidità.

IL TIPO DI TELAIO, cioè se è in fibra mista a plastica o in metallo.
Il telaio in fibra (di solito è la Mirage della casa produttrice ROLL-LINE), anche se è più leggera, è destinata solo ai primi passi. Già per i primi salti va sostituita.
Il telaio in metallo è più resistente per cui lo si può utilizzare anche per i primi salti.

 

1.4 L’ALLACCIATURA CORRETTA

PRIMA DI TUTTO CONSIDERARE:

Un’allacciatura corretta è fondamentale per tenere il piede fermo, sia per evitare sfregamenti contro le pareti dello scarponcino, sia per migliorare il controllo del pattino e quindi dell’esecuzione di figure, salti, trottole, passi.

La parte che ha maggior bisogno di sostegno è quella della caviglia e del tallone, per cui la migliore allacciatura è
medio-leggera in punta, stretta alla caviglia (senza rallentare la circolazione del piede), media sulla tibia.

LA MIGLIORE ALLACCIATURA:

La migliore è quella a “spina di pesce” nel verso esterno/interno, cioè facendo passare il laccio sopra il foro, dall’ esterno all’ interno dello scarponcino. In questo modo il laccio:

  • NON esercita PRESSIONE DIRETTA sul collo del piede,
  • CHIUDE la scarpa avvolgendo il piede OMOGEANEAMENTE,
  • si AUTOBLOCCA ad ogni passaggio evitando cosi di slacciarsi.

Nella zona della caviglia far passare il laccio da sopra a sotto il gancio per:

  • esercitare sul gancio una pressione uniforme verso l’interno
  • bloccare il laccio ad ogni passaggio
  • il laccio non esercita una pressione diretta nella gamba, ma sulla scarpa
  • far formare, nella parte alta, una chiusura a V che facilita il piegamento del piede.

 

1.5 CURA E MANUTENZIONE

PER PULIRE LO SCARPONCINO:

    • PULIZIA ORDINARIA: Lo scarponcino va pulito delicatamente con una spugnetta e del sapore per le mani, ripassando con la spugnetta ben strizzata, fino a togliere bene il sapone, poi asciugare subito.

 

  • CURA DI BELLEZZA: si può pulire con un latte detergente per il viso (anche scaduto) o con il lucidante neutro per le scarpe in pelle.

MANUTENZIONE ORDINARIA

  • Indossare i copripattini (foto a lato)
  • dopo l’utilizzo far arieggiare lo scarponcino avendo cura di aprire bene la linguetta
  • evitare fonti di calore dirette (phon, termosifone, sole)
  • spruzzare spry antiodore e antibatterico periodicamente
  • indossare sempre calzini di cotone puliti

 


2. Il telaio

Il telaio è la parte centrale del pattino, dove da una parte si aggancia lo scarponcino, dall’altra le ruote.

2.1 LA PIASTRA

La piastra è quella parte meccanica del telaio che fa da appoggio dello scarponcino che viene forato ed agganciato ad essa attraverso delle viti. Può essere in plastica, in fibra o in metallo, le migliori piastre sono realizzate in alluminio o leghe leggere per conferire rigidità, robustezza e leggerezza. Inoltre ne esistono tanti modelli, ognuno specifico per il livello tecnico dell’atleta e per la specialità che pratica.

2.2 GLI STERZI O CARRELLI

Gli sterzi (o carrelli) sono la parte meccanica più complessa dell’intero pattino. A seconda se vengono più o meno strette le meccaniche che li compongono si può avere un pattino che è più facile o più difficile da far curvare. La regolazione è molto importante perché nel pattinaggio artistico ci sono degli elementi dove è importante avere un pattino che curva alla minima pressione esercitata dal pattinatore, altri elementi dove il pattinatore che esercita una forte pressione deve essere sostenuto senza curvare eccessivamente e perdere l’equilibrio.
Gli sterzi sono composti da:

    • CROCIERE: che prendono il nome dalla loro forma che ricorda vagamente una croce egizia. Da una parte si agganciano alla piastra, dall’altra avvolgono gli ammortizzatori, dall’altra agganciano le ruote.

 

  • AMMORTIZZATORI: costituiti da un materiale elastico e da una meccanica di bloccaggio e regolazione dello stesso. Viene usato il gommino per telai di minore qualità e l’elastomero per i telai più professionali.
    Il gommino o l’elastomero deve essere scelto in base al peso dell’atleta e quindi al carico che può sostenere, inoltre può essere regolato in base alle esigenze del pattinatore, che ha bisogno di una maggiore o di una minore risposta elastica mentre pattina. Usare un gommino o un elastomero troppo duro per un atleta può compromettere l’elasticità dell’ammortizzatore rendendo i contatti con il terreno troppo traumatici. Viceversa un gommino o un elastomero troppo morbido può rendere il pattino troppo sensibile alle pressioni esercitate dal pattinatore e creare incertezza in certe figure acrobatiche come i salti a rotazione.

 

2.3 IL TAMPONE

A COSA SERVE?

I tamponi hanno diverse funzioni:

  • consentono di frenare
  • consentono di eseguire dei salti (come il toeloop, il flip, il lutz)
  • consentono di eseguire delle figure (come le spirali in coppia)

Non vengono utilizzati in tutte le specialità del pattinaggio artistico, come ad esempio negli obbligatori o in alcune specifiche danze della solo dance o della coppia danza, dove possono essere di ingombro per l’esecuzione degli esercizi o degli elementi. Nei pattini da danza, per chiudere il foro nel telaio è possibile utilizzare i ministopper (di colore bianco nella foto).

 

I VARI TIPI

I tamponi sono realizzati per venire in contro ad esigenze diverse degli atleti. I vari tipi sono realizzati tenedo conto di un indice che va da 0 a 5. Per classificarli si tiene conto:

  • della risposta elastica, che definisce la capacità del materiale di adattarsi al terreno contro cui si preme (da 0 a 5)
  • il grip, che è la capacità di aderire al terreno (da 0 a 5)
  • l’abrasione/il consumo, che definisce il grado di usura del materiale (da 0 a 5).

 

2.4 CURA E MANUTENZIONE delle parti del telaio

    • Controllare periodicamente che il telaio sia pulito da polvere e sporcizia varia (come capelli). Per la pulizia va smontato e spolverato con un panno o con un pennello

 

    • I gommini o gli elastomeri vanno sostituiti al massimo ogni due anni

 

  • Non sottoporre le crociere a stress al di sopra delle proprie possibilità (esempio: non saltare con le crociere in plastica), se si milgiora di livello potrebbe essere necessario cambiare il pattino.

  • Fare attenzione che i tamponi si usurino in maniera uniforme, se si notano delle zone di maggiore usura occorre svitarli o avvitarli un po’ per cambiare l’abituale zona di utilizzo.
    Ognuno ha una propria altezza confortevole riguardo ai tamponi (più o meno avvitati). Di solito viene regolata nel modo indicato in figura.

 


3. Le ruote

3.1 SCEGLIERE LE RUOTE GIUSTE

PRIMA DI TUTTO SFATIAMO UNA FALSA CREDENZA:

Con i pattini a rotelle da artistico è possibile pattinare su tante superfici diverse grazie alla vasta scelta di ruote, ognuna progettata specificatamente per un determinato tipo di pavimentazione, che puà andare da quella in legno all’asfalto.
Quindi…NIENTE DI PIÙ FALSO è dichiarare che i pattini possano rovinare una pavimentazione, soprattutto il tanto temuto PARQUET.
Anzi, i campionati di più alto livello come gli Europei ed i Mondiali vengono svolti specificatamente sul parquet, che insieme alle ruote specifiche, garantisce le migliori performance degli atleti.

L’importante, quindi, è scegliere le ruote giuste in base:

  • al tipo di pavimentazione dove si pattina
  • al livello tecnico del pattinatore
  • alla specialità che il pattinatore pratica.

LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

  • composizione: costituita da materiali plastici chiamati
    poliuretano (tipo A), iniezione termoplastica (tipo D)
  • durezza: determinata dalla percentuale dei vari materiali di composizione.
    Esistono due scale di durezza, il tipo A da 90 a 100, tipo D da 30 a 80. Una durezza bassa è destinata a superfici più scivolose, infatti essendo più morbide, si dice che le ruote hanno un maggior grip (grado) di aderenza. Man mano che il valore della scala aumenta la durezza si presta per superfici sempre più ruvide.
  • disegno (e conseguente peso). Infatti esistono ruote più economiche ricavate da un’unico stampo, mentre altre, più resistenti alla deformazione, hanno all’interno un mozzo di un materiale più duro, spesso forato per alleggerirne il peso (come le ruote in figura a lato).

Naturalmente, quelle senza mozzo sono più economiche, quindi ideali anche per i primi passi sui pattini.

 

3.2 I CUSCINETTI A SFERA

Sono l’anima di una ruota e quindi sono indispensabili per farle girare. In ogni ruota sono montati due cuscinetti ed ogni cuscinetto è composto da:

  • due anelli concentrici (interno ed esterno)
  • un numero variabile di sfere (da 7 a 9)
  • una gabbia (composta da due semigusci)
  • nessuno, uno o due schermi parapolvere

La qualità dei cuscinetti dipende dalla loro precisione. Maggiore è la precisione con cui sono assemblate le sfere con gli anelli, maggiore è la scorrevolezza del cuscinetto e quindi la qualità.
La qualità viene misurata secondo una scala chiamata ABEC (‘Anular Bearing Engineering Commitee’ tradotto è ‘comitato di ingegneria per i cuscinetti anulari’).
I gradi della scala sono i seguenti: ABEC 1, ABEC 3, ABEC 5, ABEC 7, ABEC 9, ABEC 11, ABEC 13, ABEC 15.

ATTENZIONE:
maggiore è la qualità di un cuscinetto e maggiore è la cura con la quale si dovrà provvedere alla sua manutenzione, infatti i cuscinetti di alta qualità sono più sensibili allo sporco (gli schermi parapolvere funzionano molto limitatamente). Di seguito una tabella indicativa per la scelta dei cuscinetti.

  • ABEC 1 – Sconsigliati, anche se costano pochissimo.
  • ABEC 3 – Per pattinaggio ludico, un cuscinetto sostanzialmente insufficiente.
  • ABEC 5 – Pattini da avviamento, un cuscinetto con una pessima precisione e scorrevolezza.
  • ABEC 7 – Pattinaggio preagonismo, cuscinetti di buona precisione e basse velocita’.
  • ABEC 9 – Pattinaggio agonistico, cuscinetti di ottima precisione e medie velocita’.
  • ABEC 11 – Pattinaggio agonistico, cuscinetti di grande precisione ed alte velocita’.
  • ABEC 13 – Pattinaggio agonistico, cuscinetti di precisione elevata, da professionisti della velocita’.
  • ABEC 15 – Pattinaggio agonistico, difficilmenti reperibili e certamente molto costosi.

 

3.3 I DISTANZIALI

I distanziali sono piccoli cilindri forati, ciascuno dei quali viene collocato tra un cuscinetto e l’altro di una ruota.

Ai principianti non occorre utilizzarli poiché impediscono alle ruote di essere bloccate (cosa utile per muovere i primi passi sui pattini ed acquisire equilibrio in sicurezza).

Invece è utile ai preagonisti, ancora meglio agli agonisti.
Infatti, installare il distanziale garantisce sempre la perfetta distanza tra i cuscinetti. Si evitano così eventuali schiacciamenti del cusicinetto, tra la ruota ed il dato di serraggio e se ne garantisce sempre un ottimale scorrimento anche se la ruota riceve trazioni trasversali.
Inoltre i distanziali sono molto utili quando occorre effettuare cambi veloci di ruote, poiché si può stringere il dado di bloccaggio della ruota senza preoccuparsi di regolarlo.

 

3.4 CURA E MANUTENZIONE

La manutenzione delle ruote e dei cuscinetti può richiedere tempo e pazienza, ma è molto importante, sia per la durata dei pattini, sia per pattinare bene. Occorre quindi munirsi degli strumenti giusti, come le chiavi e l’estrattore, utile per smontare e montare i cuscinetti nelle ruote.

 

LE RUOTE

  • SCAMBIARNE LA POSIZIONE. Nel pattinaggio ci sono ruote che vengono sollecitate di più rispetto ad altre per via delle varie posizioni che vengono assunte dai pattinatori nell’esecuzione degli elementi, in particolare delle trottole. Una diversa sollecitazione può significare un cosumo diverso fra le varie ruote, per questo, specialmente se si utilizzano ruote senza mozzo (vedi scegliere le ruote giuste) è opportuno cambiarle di posizione periodicamente, ad esempio quelle avanti spostarle indietro, ecc.
  • PULIRLE PERIODICAMENTE. Le ruote possono accumulare polvere sulla superficie che ne compromette l’aderenza, per cui è opportuno mantenerle pulite. La pulizia deve essere limitata alla parte della ruota che aderisce alla pavimentazione, quella ordinaria può essere fatta con un pennello oppure, in caso le ruote siano molto sporche, è opportuno smontare i cuscinetti con l’apposito estrattore e lavarle in acqua e sapone per le mani.

I CUSCINETTI

  • PULIZIA ORDINARIA SENZA SMONTAGGIO. Basta procurarsi della vaselina chimica, in vendita presso i negozi di ferramenta, e spruzzarla sui cuscinetti, avendo cura di girare le ruote, in modo da far penetrare la sostanza. La migliore pulizia comunque è quella effettuata smontando i cuscinetti dalle ruote.
  • PULIZIA CON SMONTAGGIO E VASELINA CHIMICA. Vedi video sotto.